"Vent'anni e più di... Circolo Gianni Bosio"

Due ore di musica popolare in un doppio CD prodotto dal Circolo Gianni Bosio di Roma (curato da Susanna Cerboni e Maria Longo) e distribuito da il manifesto al prezzo di 15,50 euro.
Un viaggio lungo 34 brani attraverso i vent'anni dello storico Circolo Gianni Bosio, con le voci dei cantanti che in qualche modo lo hanno vissuto e amato, tra i quali non potevano mancare Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli e Ivan della Mea, insieme ad Ambrogio Sparagna con la Bosio Big Band, Lucilla Galeazzi con il coro "L'albero del canto", i Gang, Sara Modigliani, Daniele Sepe, Piero Brega, Ascanio Celestini, il Canzoniere del Lazio, gli Acquaragia Drom. .. accanto a voci di rilievo internazionale, come Pete Seeger, i nicaraguensi del gruppo di Luís Enrique Mejía Godoy, la voce blues di Barbara Dane, e insieme alle voci della molteplicità culturale e musicale dell’Italia di oggi: il canto ebraico di Evelina Meghnagi, i suoni africani di Pape Siriman Kanoute e Gabin Dabiré. E ancora tanti altri, tra nomi affermati e autentiche scoperte, quali i poeti improvvisatori del Lazio, la nuova canzone di Tonino Zurlo, la tarantella dei baraccati calabresi di Valentino Santagati, la ricerca strumentale di Giuseppe Armezzani… e Mario Salvi, Malicanti, Il Carro delle Stelle, il Quartetto Urbano, I Giorni Cantati di Calvatone e Piadena…
Numerose e molteplici le influenze in gioco: l’ottava rima e il jazz, la tarantella e il rock, il blues e le ballate, la filastrocca e la canzone politica, la ninna nanna e la ricerca sul canto contadino. Tanti generi ma anche tante provenienze diverse, come diverse le storie da raccontare: dal Burkina Faso alla Puglia, dalla Sardegna all’America Latina, dal Lazio agli Stati Uniti, dalla Campania alla Lombardia, dal Piemonte al Senegal… fino all'ultima traccia, che ripercorre i suoni cantati della manifestazione sindacale del 23 marzo 2002 in difesa dell’articolo 18. Insomma, un album come un viaggio, lungo vent'anni, anzi molto di più...

“Abbiamo scelto questo titolo perché viene da una canzone che parla della nostra città e della sua storia: “Vent’anni e più di tirannia fascista / col carcere il confino ed il bastone..” E parla di una convinzione che dalla fondazione del Circolo nel 1972 ad oggi può essersi evoluta e complicata ma non è mai venuta meno: “la convinzione di una nuova era / che al mondo porterà la redenzione…”

(dalla presentazione di Alessandro Portelli)


 Il coro L'Albero del Canto è presente in questa raccolta con il brano "Cinturini", in una incisione tratta dall'album "Lunario" di Lucilla Galeazzi:

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"Vent'anni e più di... Circolo Gianni Bosio"

Disco 1:

1. Canzoniere del Lazio- Tutti c'hanno quarche cosa
2. E. Bruni e P. de Acutis - Ottave per il Circolo Bosio
3. A. Sparagna e la Bosio Big Band - La rana guardiana
4. Clara Murtas - Sciaccumannu
5. Piero Brega - Procurate moderare
6. Aramirè - Opillo pillo pì
7. Tonino Zurlo - Jata viende
8. Mario Salvi - Un futuro a Sud
9. Gruppo Operaio 'E Zezi di P.d'Arco - La tammurriata del camafro
10. I Giorni Cantati di Calvatone e Piadena - Le carrozze
11. Malicanti - Roma-Carpino: solo andata
12. Il Carro delle Stelle - Sotto l'albero del Piemonte
13. L. Galeazzi e il coro dell'Albero del Canto - Cinturini
14. Valentino Santagati - Avi tant'anni ca zappu na vigna
15. S. Modigliani e il gruppo La Piazza - Nena mia sò barcarolo
16. Giovanna Marini Quartetto vocale - Afedia

Disco 2:

1. Barbara Dane - Deportees
2. Pape Siriman Kanoutè - Mansane Cisse
3. Gabin Dabirè - Sizà
4. Evelina Maghnagi - Im shemesh cum
5. Louis Enrique Mejia Godoy - Somos hijos del maiz
6. Gang - Comandante
7. Ascanio Celestini - Santa minanta buffanta
8. Daniele Sepe - Tarantella guappa
9. G. Armezzani e Fanfaluca - Fanfaluca
10. Quartetto Urbano - Anni '80
11. B. Tommaso e Marche Jazz Orchestra - Danza ciclica
12. Paolo Pietrangeli - Il sabato
13. Paolo Pietrangeli - Franco
14. Canzoniere del Lazio - Su comunisti della capitale
15. Giovanna Marini - Lamento per la morte di Pasolini
16. Ivan della Mea - L'Internazionale di Fortini
17. Pete Seeger - Quite Early Morning
18. Manifestazione della CGIL (Roma 23/03/02) - Stornelli d'esilio/Tutti c'hanno quarche cosa


“Nei brani famosi di questo CD c’è, oltre a bei testi e bella musica, lo spirito durevole del Circolo Gianni Bosio: la voglia di resistenza contro tutti i fascismi; il cocciuto bisogno di un mondo migliore; la passione per la voce viva, vera, sottratta agli standard.”

(dalla presentazione di Domenico Starnone)




RECENSIONI:

Circolo Bosio: 34 memorie del futuro

Il mondo nei giorni cantati

di Daniele Barbieri (da "Carta" del 24/10/02)

Da quanto lontano arriva quel "chi lavora è pallido e giallo/va sempre a piedi e mai a cavallo/chi lavora fa la gobba/chi nun lavora fa la robba"? Lo ritroviamo in altri dialetti e lingue ovunque, arricchito e/o contaminato. Queste parole aprono i due cd (34 brani) "Vent'anni e più di …" del Circolo Gianni Bosio, appena usciti nei materiali musicali de "il manifesto".
Il modo più semplice per farsi conquistare da questo viaggio (in molti luoghi e assai più che in 20 anni) è accettare di zig-zagare sino in fondo non cercare cosa unisce e cosa separa gli zapatisti dei Gang e la tammurriata di Acquaragia Drom, la fabbrica scoppiata a Sant'Anastasia (cantata negli anni '70 da E'Zezi) e i deportati stagionali messicani della statunitense Barbara Dane. Che la musica popolare sia morta e/o noiosa è solo sciocchissima ideologia-bugia ma è vidente che non basta la volontà di raccontare le storie (e le rivolte) taciute. A questa necessità bisogna aggiungere il desiderio di comunicare, lo studio, l'invenzione senza i quali si rischia la pura propaganda. Che qui invece non si avverte neppure nella musicalmente stranota esecuzione che il trio di Ivan Della Mea fa dell'"Internazionale" sostituendo però le parole conosciute con il testo di Franco Fortini. Ci si muove agli antipodi dal jazz di Bruno Tommaso, delle canzoni tradizionali mandinga qui riprese da Pape Siriman Kanoutè e da Gabin Dabirè. Ma anche Paolo Pietrangeli sembra avere poco in comune con Luis Mejia Godoy come pure con il tradizionale "Procurate moderare" sardo. "Anche se l'ora è buia … possiamo avere ancora giorni cantati" sono le ultime parole dell'ultimo brano (di Pete Seeger) e "Giorni cantati" è il titolo della rivista che unisce la ricerca di Gianni Bosio al circolo, che a lui è intitolato. Se questo è il modo più semplice per ascoltare i due cd, vuol dire che ce n'è un altro: più complesso perché sa tirare tutti (o almeno tanti fra) i fili che si intrecciano in storie e musiche, novità e riscritture. Io non so farlo eppure sono felice di poter essere fra i tanti che godono lo stesso nel visitare questi mondi inesplorati e le loro musiche. Perdersi. Stupirsi. Divertirsi. E voler viaggiare ancora.


Recensione di Ivan Della Mea (da "l'Unità" del 17/10/02)

Dunque, lunedì ho l'impressione di aver ascoltato qualcosa di bello, di importante, di ben ragionato e ben costruito: dico di Vent'anni e più di … doppio cd del Circolo Gianni Bosio di Roma edito da "il manifesto". C'è la storia del Circolo e c'è la lievitazione artistica e culturale di una tra le esperienze più vive e più complesse tra quelle che a suo tempo (anni Sessanta) scelsero il Nuovo Canzoniere Italiano, i Dischi del Sole e l'Istituto Ernesto de Martino e soprattutto Gianni Bosio e le sue opere come punto di riferimento. Tutto questo c'è, vivo, compresente. Non si tratta, quindi, di un discorso sulla fascinazione della memoria, su anni più o meno mitici; è qualcosa di più, da lunedì ribadisco, è il racconto della compresenza, dei piani della storia che rifiutano scansioni logiche per dirsi e per darsi ora e qui; ed è come oggi nella grande festa di Piadena, ed è come se stasera decidessimo di andare tutti assieme al Folkstudio di Giancarlo Cesaroni o come se ci si riscoprisse a giro con registratori per fare ricerca o a una riunione di tutto il Nuovo Canzoniere Italiano, magari presso la trattoria di Sergio, sul ponte dell'Oglio ad Acquanegra, mentre giù appresso all'acqua i pastori tosano le pecore e Gianni Bosio con gli occhi più tristi che mai gli abbia visto mi dice che ci vuole l'intellettuale più sofisticato e più raffinato per capire l'essenza della cultura popolare e che poi questo stesso intellettuale deve arrovesciarsi per poterci e poterla lavorare questa cultura e magari lo fa perché sa di Marx e di Engels ma sa anche di Cafiero e di Pisacane e Ulisse Barbieri e dei Lazzarettisti e di Carlo Bini epigrafista e di Labriola e dell'internazionalismo proletario e tutto queso c'è ed è l'anima dei due cd, un'anima grande, stesa, che ha voce dell'amore e della rivolta e i suoni della speranza.
E' un archetipo questo doppio cd del Circolo Gianni Bosio di Roma: fa venire a mente l'Italia, le stagioni degli anni '70, lo stupendo lavoro approntato da Bosio e da Portelli. Questo potrebbe essere per più di un verso il seguito: Italia, le stagioni degli anni 2000, e non manca Bosio: anche se c'è forse meno rigore metodico e filologico, l'anima è però la stessa affatto presente e stante e dice di un possibile lavoro rivoluzionario in contrapposizione e in rivolta, qui e ora, oggi. Ora, se fossi un critico serio, dovrei entrare nel merito delle canzoni e del mixaggio e della masterizzazione e dell'editing e dell'equalizzazione: rifiuto tassativamente di farlo per due motivi: 1) non sono un critico serio e questo per me è importantissimo, tra le tante ignoranze mie che ho care tutte questa mi è particolarmente cara; 2) ci sono anch'io in questo doppio cd con l'Internazionale di Franco Fortini e dunque non mi va di essere talmente superiore da glissare sulla mia esecuzione e nemmeno così modesto da far finta di non esserci: ci sono, ci sto e non dico. Così come non dico del montaggio e di quant'altro che mi pare semplicemente efficace, ben combinato, ben ragionato eccetera e garbato come la confezione e la grafica … Questo lunedì.
Martedì mi stizzisco perché non è possibile che Piero Brega canti soltanto due strofe di Procurate moderare facendomi intuire un capolavoro che non c'è. Dovrò riascoltarmelo mercoledì con Sepe e Sparagna e gli E'Zezi e Giovanna Marini e Barbara Dane e Pete Seeger e il Canzoniere del Lazio e Sara Modigliani e che più ne ha più ne metta prima e dopo Paolo Pietrangeli chè forse farei meglio a dire chi non c'è; bella doccia, commenterebbero qui in Toscana; ciononostante mica so come me l'aggiusto mercoledì. Per via del Brega e del suo cantar sardo … Ma ormai, quel che è scritto è scritto.




L'Albero del Canto